Le elezioni amministrative sono alle porte.

Come psicologi e come cittadini vogliamo dare il nostro contribuito per la creazione di una città che garantisca un livello dignitoso di benessere e salute a tutte e tutti i suoi cittadini ma non solo.
Crediamo che salute mentale ed equità, in questo momento storico, debbano essere al centro dell’agenda politica. Per questo abbiamo preparato un documento che presenteremo a tutte le liste candidate.



I messaggi chiave:

1)Salute mentale e benessere dei cittadini devono costituire una priorità per l’agenda politica cittadina;

2) L’amministrazione cittadina deve, attraverso politiche in tutti i settori e la tutela dei principali diritti, promuovere l’equità, fondamentale per il benessere e la salute, fisica e mentale, di tutte e tutti;

3)Occorre dare ad ogni bambino le migliori opportunità di sviluppo agendo, prima e dopo la sua nascita, anche con politiche di sostegno alle famiglie;

4)I contesti di vita rappresentano il luogo privilegiato in cui prendersi cura della salute mentale degli individui.



Per questo chiediamo:

  • L’adozione di un approccio “Salute Mentale in Ogni Politica”
  • Una nuova “Consulta Permanente Cittadina della Salute Mentale”
  • L’Istituzione del referente per la salute mentale nei contesti di vita
  • Tavoli periodici per la salute mentale
  • Sensibilizzazione e comunicazione efficace

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Scrivi a torino@sportellotiascolto.it


TORINO PER LA SALUTE MENTALE E L’EQUITA’


Molte realtà sul territorio sono attive da diversi anni a Torino nella costruzione di spazi e occasioni di cura e socialità, in progetti dal carattere preventivoper la salute mentale dei cittadini nei loro ambienti di vita (scuole, luoghi di lavoro, famiglia) ed in iniziative e attività divulgative all’interno di reti di partecipazione “dal basso”.

Riteniamo che la pandemia abbia portato all’attenzione dei cittadini e dei decisori su come la salute mentale sia connessa ai temi di cui ci occupiamo. Per questo riteniamo che l’amministrazione cittadina, tantopiù in questo complesso momento storico, non possa esimersi dal considerare l’importanza della salute mentale dei cittadini per concepire e implementare le proprie politiche, prima ancora che occuparsi di intervenire, in concerto con gli altri attori, sulla dimensione della presa in carico del disagio psichico degli individui.

In vista delle prossime elezioni amministrative, pertanto, intendiamo portare all’attenzione di coloro che si candideranno alcune riflessioni e proposte che riteniamo fondamentali per la nostra città.

Nella prima parte del documento vengono sistematizzati alcuni degli ambiti di intervento prioritari. Si è scelto di procedere seguendo il ciclo di vita della persona, suggerendo interventi (top-down) intersettoriali dal valore preventivo.

Nella seconda parte del documento viene posta l’attenzione su istanze rivolte a coloro che hanno un ruolo attivo -sia diretto che indiretto- nella promozione della salute fisica e mentale dei cittadini e nella prevenzione del disagio. A far da guida l’idea che realizzare interventi efficaci in questo senso, non possa prescindere dal coinvolgimento attivo non solo degli operatori, ma anche dei destinatari degli interventi, in un’ottica di cittadinanza attiva (bottom-up).

Parte Prima: politiche, interventi e servizi per la promozione della salute mentale e l’equità

Portare la salute mentale al centro dell’agenda politica significa intendere la salute, anche quella mentale, come diritto fondamentale a partire dal riconoscimento del ruolo svolto dai contesti entro cui i cittadini nascono, crescono, lavorano, costruiscono una famiglia e muoiono, i quali possono promuovere od ostacolare tale diritto.

Agire per la salute mentale, in questa prospettiva, non significa curare la malattia, ma garantire a tutti i cittadini e le cittadine, così come ai non cittadini, condizioni di vita dignitose che forniscano i prerequisiti necessari per una buona salute e che ne promuovano il benessere, prima ancora che si renda necessario garantire un accesso equo ai presidi sociosanitari.

In assenza di risorse infinite si tratta di agire, in ottica preventiva, allocando le risorse per quegli interventi che produrranno il maggior beneficio in termini di guadagno di salute.

Le amministrazioni locali, seppur all’interno di più ampie condizioni strutturali e nei vincoli loro imposti dal proprio ambito di pertinenza, rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto alle disuguaglianze sociali, che conducono ed esacerbano disuguaglianze di salute fisica e mentale generate dall’interazione continua tra i differenti contesti di vita, portatori di di differenti risorse, vincoli, opportunità e condizionati inoltre dall’appartenenza sociale.

A partire dalle numerosissime evidenze circa l’impatto delle disuguaglianze sociali sulla salute mentale della popolazione, le azioni di contrasto delle disuguaglianze a livello locale 1 2 3 rappresentano, in questa prospettiva, l’approccio più efficace e appropriato per la costruzione di una città più giusta ed equa che promuova salute mentale per tutti coloro la abitano e attraversano.

Le proposte suggerite nel presente documento, perseguono tale obiettivo.

La scelta di seguire, nell’esposizione di analisi e proposte, il corso del ciclo di vita si spiega a partire dal fatto che la salute mentale è influenzata da fattori unici, cioè caratteristici per ciascuna fase di vita, e allo stesso tempo da fattori trasversali alle differenti fasi, da un lato; d’altra parte la salute mentale è soggetta a processi di accumulo e stratificazione lungo l’intero arco di vita. Come ricorda l’OMS, <<sebbene sia necessaria un’azione lungo tutto l’arco della vita, esistono un forte consenso scientifico e un numero considerevole di evidenze riguardo al fatto che le azioni volte a dare ad ogni bambino il miglior inizio possibile della vita porteranno i maggiori benefici in termini sociali e di salute mentale>>.4

Le azioni e le strategie previste all’interno di ciascuna fase e trasversalmente ad esse devono seguire il principio dell’universalismo proporzionale, essendo, cioè universali e rivolte all’intera società, e allo stesso tempo modulate in maniera proporzionale rispetto al livello di svantaggio e ai bisogni. Trasversalmente a tutte le fasi del ciclo di vita e alle specifiche azioni necessarie occorre, inoltre, per mitigare le disuguaglianze e i loro effetti e perseguire l’equità, porre un’attenzione particolare a quei corpi sociali svantaggiati esposti ad un maggior rischio di discriminazione e violenza, personale e istituzionale: minoranze etniche, religiose, culturali, migranti, comunità LGTBQ+, donne, persone con disabilità fisica e mentale, persone in condizione di povertà e marginalità. Questo non solo al fine di rendere le misure effettivamente proporzionali alle necessità della popolazione, ma anche per evitare che azioni e politiche strumentali alla promozione del benessere per la popolazione possano alimentare discriminazioni reali e senso di abbandono da parte delle istituzioni in alcuni gruppi sociali.

Di seguito alcune delle proposte e ambiti di intervento ( senza la pretesa di essere esaustivi) che riteniamo fondamentali per il benessere psicologico della popolazione da perseguire attraverso la costruzione di una città più equa.

  1. Periodo perinatale

La salute materna incide profondamente sullo sviluppo del feto e sulle sue condizioni fisiche, mentali e sociali, le evidenze concordano nel ritenere che offrire ad ogni bambino le migliori condizioni di partenza possibili genererà i maggiori benefici sia in termini sociali che di salute mentale5.

  • Per agire su questo occorre concentrarsi sulla salute materna, garantendo alle madri, soprattutto quelle più svantaggiate, supporto, ristoro e servizi accessibili, oltre che sul periodo perinatale, immediatamente seguente il parto, con una continuità ed integrazione tra ospedale, domicilio e servizi sul territorio.
  1. Età evolutiva

Poiché la prima fase di sviluppo della persona è estremamente significativa per il benessere fisico, mentale e sociale6 nelle fasi di vita successive, sono necessarie forme di supporto alle famiglie nel corso di infanzia e adolescenza.

2.1 Prima Infanzia

Le condizioni di svantaggio sociale giocano un ruolo determinante nelle principali tappe dello sviluppo psicomotorio e sociale del bambino, producendo disuguaglianze nello sviluppo nelle fasce deboli che rischiano di condizionare possibilità di apprendimento e acquisizione di capacità, competenze e risorse mentali, relazionali e sociali lungo la crescita.

  • Per bilanciare in in termini di opportunità tale condizione è importante potenziare gli interventi tesi a supportare famiglie e genitori nella loro funzione protettiva nei confronti dei figli (a partire da accesso ad asili nido e scuole materne, sostegno materiale e sociale alle famiglie in difficoltà socioeconomica ma non solo).

2.2 Età Scolare

L’istruzione rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo emozionale, cognitivo, relazionale e sociale, oltre che per l’influenza che esercita su molti fattori della vita futura, correlati con il rischio di disturbi mentali. La scuola rappresenta il contesto privilegiato per interventi a tutela della salute mentale, sia in modo diretto che indiretto.

  • Per questo riteniamo importante l’attivazione di Laboratori permanenti ( come ad esempio di educazione civica, ambientale, affettiva e sessuale e all’utilizzo consapevole degli strumenti tecnologici all’interno dei programmi scolastici)come una delle possibili strade per prevenire il disagio oltre che per l’educazione alla partecipazione consapevole alla vita comunitaria, alla cura di sé e dell’ambiente, nonché alla prevenzione del suicidio7.

Inoltre, in ottica preventiva, occorre sensibilizzare la popolazione, fin dalla più tenera età, nei confronti delle esperienze di vita che costituiscono fattori di rischio per il benessere degli individui ma che spesso, anche per via dell’assenza di un aperto dibattito pubblico e dell’assenza di consapevolezza da parte degli individui sulle loro conseguenze, rischiano di rimanere nascoste e di amplificare vissuti di vergogna, sofferenza e isolamento.

  • Per questo riteniamo importante la creazione di campagne pubbliche di comunicazione e sensibilizzazione su temi quali, ad esempio, cyberbullismo, violenze domestiche, discriminazioni, dipendenza da sostanze e alcol, le quali hanno dimostrato, soprattutto se accompagnate da interventi psicoeducativi all’interno delle scuole, un l’elevato valore preventivo anche nei confronti del suicidio8.

3. Giovani Adulti

Un focus dedicato è necessario per i giovani adulti, ossimoro emblematico dei complessi e talvolta disfunzionali meccanismi psicosociali della contemporaneità9. Come sospeso fra un’adolescenza mai conclusa e un’adultità utopica, racchiude una generazione alle prese con uno svincolo evolutivo che sembra impossibile. La sospensione e la crisi – fisiologica nelle grandi transizioni dell’esistenza – assumono qui i tratti dello stallo e dell’incertezza immobilizzante: molti giovani adulti (ce lo dice la letteratura e ce lo conferma l’esperienza della pratica clinica) lamentano senso di irrealtà e di vuoto, assenza di significati, noia, inadeguatezza e mancanza di progettualità, fatica a collocarsi nel proprio contesto di vita.

Non è stato ancora raggiunto un accordo sulla conclusione di questa fase di vita (alcuni sostengono 25 anni, altri arrivano fino ai 30) in una dilatazione temporale che confonde persone e Istituzioni: la maggior parte dei luoghi fisici e mentali dedicati agli adolescenti comprendono la fascia 14-21, la neuropsichiatria Infantile si ferma a 18 anni, mentre l’obbligo scolastico a 16. Al contempo molti segnali tradizionali dell’ingresso nell’età adulta, come la conclusione degli studi, la posizione lavorativa, l’abbandono della casa dei genitori, stanno diventando sempre meno indicativi di un reale svincolo e assunzione di progettualità. Manca un contenitore adeguato per una fascia di età sospesa tra i servizi e le progettualità dedicate ai minori e quelli dedicati agli adulti.

  • Alla luce di quanto detto, riteniamo necessaria la creazione di nuove reti fra le istituzioni pubbliche e private che possono creare ed ideare, coinvolgendo attivamente il target di riferimento, contesti entro cui i singoli abbiano la possibilità di rispecchiarsi ed appropriarsi di un progetto di vita.

3. Età Adulta

La fase adulta si connota come periodo di massimo sviluppo fisico, prima del calo fisiologico dovuto alla vecchiaia. Il raggiungimento dell'”autonomia” economica, laddove possibile, sottrae agli individui la possibile protezione fornita dalla famiglia di orgine, rendendo ancor più diretto il legame tra la complessità della vita sociale come determinante psico-sociali per la salute degli individui e delle famiglie che eventualmente sceglieranno di costruire.

3.1 Stili di vita

Gli stili di vita degli individui, pur vincolati dalle rispettive condizioni sociali, rappresentano un fattore determinante per la salute mentale. Questi sono fortemente condizionati dall’ambiente fisico e dalle risorse e dai vincoli degli spazi attraversati quotidianamente dalle persone.

Stili di vita sani dei cittadini sono possibili solo all’interno uno spazio urbano che li promuova e li renda possibili; è per questo motivo che la trasformazione dello spazio pubblico e della viabilità, rappresenta un’azione necessaria per offrire spazi che facilitino la creazione di relazioni, contatti e momenti di convivialità, tra i principali fattori protettivi per la salute mentale.

  • è per tali motivi che riteniamo che occorra continuare a investire per la costruzione di contesti che promuovano stili di vita sani nella popolazione attraverso, ad esempio, l’ampliamento delle piste ciclabili e delle case avanzate, l’incentivo della sharing mobility, la dotazione all’interno dei parchi pubblici di spazi dedicati all’attività sportiva e al tempo libero,l’estensione delle zone a traffico limitato, l’estensione delle zone pedolali e la creazione delle strade “scolastiche”, l’estensione del divieto di fumo dalle aree giochi per i bambini ai dintorni delle strutture scolastiche e l’introduzione di cibo sano nei distributori automatici delle istituzioni pubbliche come scuole, uffici e ospedali. Questi, riteniamo, sono solo alcuni dei provvedimenti che potrebbero determinare un miglioramento in favore di uno stile di vita più sano dei cittadini e del loro vivere in città.

Questa relazione tra salute, stili di vita e legami sociali sottolinea la necessità di azioni pubbliche locali che favoriscano il vivere insieme e che considerino il cittadino un alleato per l’azione pubblica. Le ricadute locali sono positive e permettono la creazione e l’appropriazione di ambienti favorevoli alla salute, rafforzando inoltre il senso di appartenenza alla comunità10.

3.2 Conoscenza delle risorse del territorio

La nostra esperienza quotidiana ci insegna che spesso i cittadini si trovano privati -e non privi- di informazioni e punti di riferimento sui servizi rispondenti ai loro bisogni. La scarsa conoscenza dei cittadini circa i servizi a disposizione genera, giocoforza, smarrimento, frustrazione, nonché l’inservibilità e lo spreco di strumenti presenti, ma di fatto inaccessibili. Non si tratta, almeno nella maggior parte dei casi, di mera negligenza da parte del cittadino, ma di una difficoltà nel reperimento delle informazioni e nell’accesso ai servizi adeguati, complice un grave tasso di analfabetismo digitale che si combina con sistemi informativi confusi e confusivi.

Ciò può portare ad aumentare quei vissuti di smarrimento e la percezione nei cittadini di un’assenza di un supporto da parte dell’amministrazione, ancor più intensi, frequenti e dannosi durante le misure di distanziamento sociale.

  • Al fine di diminuire tale distanza, reale e percepita, tra i cittadini e le risposte presenti sul territorio, proponiamo una valorizzazione delle risorse attualmente disponibili attraverso una maggiore comunicazione dell’offerta per mezzo di una massiccia campagna comunicativa verso i cittadini ma altresì nei confronti dei contesti che possono fungere da punti di orientamento ai servizi per i cittadini. Oltre ad attenuare i vissuti di isolamento e di mancanza di supporto, difatti, la campagna di comunicazione può fornire uno strumento proattivo di orientamento e informazione all’interno dei contesti di vita (scuole, ospedali, spazi, uffici e mezzi pubblici) attraversati dalle famiglie facilitando l’accesso alle risorse sul territorio spesso sottoutilizzate proprio da parte di quei gruppi di popolazione che maggiormente che ne potrebbero trarre beneficio, ad esempio attraverso:
  • il rilancio e la promozione di spazi di aggregazione e socialità, come ad esempio biblioteche civiche e la rete delle case del quartiere, le quali, attraverso la promozione di opportunità di confronto, partecipazione e legami, rappresentano risorse dall’inestimabile valore protettivo e supportivo per la salute mentale dei cittadini.

Per aumentare l’efficacia, tale campagna, deve essere indirizzata e calibrata su specifici sottogruppi svantaggiati della popolazione11.

3.3 Condizioni abitative

In relazione all’età adulta, qualsiasi discorso relativo alla salute mentale non può esimersi da analisi e interventi relativi al diritto all’abitare e alle condizioni abitative. Il problema è reso ancor più grave ed urgente dall’epidemia di Covid-19.

L’assenza di una casa, così come la presenza di condizioni abitative insicure, precarie, poco salubri e dignitose, costituiscono fattori di rischio conclamati per la salute sia fisica che mentale della popolazione generale 12 13 14 con un impatto a lungo termine ancora maggiore sui figli a carico.

  • In questa direzione, oltre all’implementazione di fondi salvasfratti (servizio Locare) riteniamo occorra aumentare il patrimonio di edilizia popolare non già attraverso la costruzione di ulteriori soluzioni abitative di edilizia pubblica, quanto attraverso azioni di contrasto al patrimonio abitativo inutilizzato.
  • Riteniamo inoltre necessario aumentare la conoscenza di strumenti utili in questo senso, come ad esempio il canone concordato, il quale, nella fattispecie, garantirebbe non solo condizioni economiche vantaggiose per affittuari e locatari e condizioni materiali migliori ma promuoverebbe attivamente unacultura della solidarietà, favorendo la coesione sociale, con un impatto positivo sulla percezione di solitudine isolamento e di supporto sociale

4. TERZA ETÀ

Dal punto di vista globale, l’aumento della fascia di popolazione anziana e la conseguente transizione epidemiologica, pone nuovi sfide per i decisori.

In particolare, durante la cosiddetta terza età, accade di dover fare i conti con vissuti di solitudine, spesso aggravati da stati di cronicità, i quali incidono in modo importante sulla quotidianità e sulle autonomie. Il principale strumento per la riduzione del contagio nella situazione che attualmente ci coinvolge, e cioè il distanziamento sociale, inoltre, influisce significativamente sul principale fattore di rischio per la salute mentale, specialmente per una fascia vulnerabile come quella anziana: l’isolamento sociale.

<<Un’analisi della letteratura mostra le connessioni tra la solitudine negli anziani e i sintomi depressivi, le cattive condizioni di salute mentale e cognitive, l’alcolismo, l’ideazione suicidaria e la mortalità>>15 e indica che interventi che aumentano le attività sociali degli anziani, il livello di soddisfazione e la qualità della vita, riducono significativamente i sintomi depressivi e proteggono contro fattori di rischio come l’isolamento16.

Per la promozione della salute mentale degli anziani è stata sottolineata l’efficacia di politiche e strategie che aiutino le persone anziane nel costruire nuove amicizie o forniscono loro opportunità di attività di volontariato17 18.

  • Per questo motivo riteniamo importante un coinvolgimento attivo degli anziani all’interno di progetti di volontariato di integrazione sociale, una delle modalità più efficaci per non disperdere risorse personali e sociali fondamentali, contribuendo inoltre alla creazione di una cultura della solidarietà .

Parte seconda: politiche e interventi a supporto di attori e pratiche per la salute mentale dei cittadini

Le istanze proposte nella prima parte uno del documento muovono a partire da ciò che riteniamo prioritario rispetto alla occorrenze della Torino di oggi; al contempo crediamo che sia necessaria e strategica la presenza di un costante dialogo tra amministrazione comunale e gli attori del mondo della salute mentale, comunemente intesa, per prendersi cura della città e dei suoi abitanti nel suo continuo evolversi, che potrebbe essere perseguito attraverso :

  • una rivalutazione e ricostituzione della consulta permanente cittadina della Salute Mentale (in attuazione della mozione approvata in Consiglio comunale il 19 novembre 2018) attualmente esistente ma radicalmente svuotata della sua funzione partecipativa.
  • l’affermarsi, analogamente a quanto accade in diversi contesti per la salute fisica19, di un approccio salute mentale in ogni politica20 21 ovvero l’introduzione di valutazione e monitoraggio di ogni politica sulla base degli effetti prodotti sulla salute mentale. Questo criterio può essere introdotto attraverso l’istituzione di nuovo assessorato oppure di figure, singole o collettive, che dialoghino con i diversi assessorati, prima, dopo e durante, l’implementazione delle diverse politiche, per introdurre uno sguardo stabile e attento sugli effetti dei provvedimenti sulla salute mentale.

Riconoscere l’importanza della salute mentale significa dotarsi di strumenti e processi affinché questo riconoscimento non si limiti a pratiche discorsive, ma venga concretamente perseguito, anche attraverso il coinvolgimento degli attori del territorio che si occupano di salute mentale.

A tal fine proponiamo i seguenti interventi:

1.Istituzione del referente per la salute mentale nei contesti di vita

Se i contesti di vita delle persone costituiscono fattori determinante per ostacolare o promuovere la salute mentale, occorre agire in ottica preventiva per contrastare l’insorgenza di malessere attraverso uno sguardo attento, costante e consapevole sui principali fattori di rischio.

Un tale monitoraggio consentirebbe non solo di mantenere una supervisione costante, ma di agire tempestivamente e di promuovere azioni preventive laddove necessario.

A fronte di tale esigenza proponiamo:

  • l’istituzione di una figura di riferimento con l’obiettivo di valutare le condizioni di benessere psicologico dei cittadini all’interno dei principali contesti di vita.

Ad esempio, all’interno delle scuole, di ogni ordine e grado, potrebbe essere valutata l’istituzione, sul modello delle funzioni trasversali come ad esempio la funzione strumentale per l’inclusione scolastica, di un referente per la salute mentale e il benessere generale degli studenti.

2.Tavoli periodici per la salute mentale

Le realtà presenti sul territorio che lavorano nell’ambito della salute mentale e del benessere dei cittadini possono costituire un prezioso alleato per le amministrazioni nel supporto al benessere dei cittadini. Perché questo avvenga, occorre dotarsi di strumenti capaci di armonizzare le risorse presenti sul territorio con i bisogni dei cittadini e le competenze progettuali dell’amministrazione. A fronte di tale esigenza, riteniamo necessaria la creazione di percorsi collaborativi capaci di rispondere, attraverso interventi sui contesti di vita sia di presa in carico, ai bisogni riscontrati, anche a partire dai lavori dei referenti per la salute mentale sopracitati. Alla luce di tale considerazione, proponiamo:

  • l’istituzione di tavoli periodici per la salute mentale aperti ai referenti per la salute mentale e alle realtà che lavorano direttamente e indirettamente nel campo salute mentale (pubblici e del privato sociale), oltre che ai cittadini e ai propri rappresentanti.

Il Comune, in modo diretto attraverso un assessorato o indiretto attraverso la messa a bando dell’iniziativa, potrebbe curarne l’avvio, offrire gli spazi per la loro realizzazione, coordinarne e governarne lo svolgimento per migliorare l’integrazione, la collaborazione e il dialogo delle offerte presenti sul territorio.

3. Sensibilizzazione e comunicazione efficace

Molte delle difficoltà vissute quotidianamente dai cittadini rimangono confinate, nella migliore delle ipotesi, tra le mura domestiche o in una cerchia ristretta di amicizie, nella peggiore, invece, in un’indicibilità esclusivamente privata. Un tale silenzio, nella maggior parte dei casi, trasforma queste esperienze in tabù, aumentando il senso di isolamento e impotenza con il rischio di sfociare in drammi personali e familiari.

Una comunicazione e un’informazione adeguata rispetto a condizioni che producono imbarazzo e sofferenza, può aiutare i cittadini a sviluppare una consapevolezza dei problemi vissuti, alleggerendo il vissuto di isolamento e insieme aprendo a possibilità risolutive. Condizioni di violenza fisica e psicologica, discriminazioni, abuso di sostanze, cyberbullismo, problematiche sessuali e sofferenza mentale, rappresentano solo alcune di queste condizioni.

A fronte di queste considerazioni proponiamo:

  • La pianificazione di campagne informative per sensibilizzare la cittadinanza su temi di rilevanza sociale, i quali costituiscono fattori di rischio per l’insorgenza di malessere. Tale iniziativa deve necessariamente adeguare i propri mezzi e le proprie modalità al target di riferimento: non tutte le modalità sono adatte per diverse fasce d’età, così come non tutti i contenuti sono adeguati per differenti contesti sociali, culturali, economici.

Alcune delle strategie valide per un tale adeguamento possono consistere nel coinvolgimento di esperti per esperienza, il quale non solo potrebbe aumentare l’efficacia della campagna, ma promuovere anche benessere e partecipazione dei soggetti coinvolti nella diffusione del messaggio ( e cioè gli esperti per esperienza).

Per info e contatti info@sportellotiascolto.it

NOTE

1 https://www.health.org.uk/publications/reports/the-marmot-review-10-years-on

2 https://www.thebritishacademy.ac.uk/documents/290/local-actions-to-reduce-health-inequalities.pdf

3 https://www.mentalhealth.org.uk/sites/default/files/MHF-tackling-inequalities-report_WEB.pdf

4 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/112828/9789241506809-ita.pdf;jsessionid=3DCA872638C2BEB3D6F4F406A12618B3?sequence=5

5 Ad esempio i figli di donne con depressione il rischio di avere disturbi della crescita era approssimativamente raddoppiato [Surkan PJ, Kennedy CE, Hurley KM, Black MM. Maternal depression and early childhood growth in developing countries: systematic review and meta-analysis. Bull World Health Organ. 2011;89(8):608-15].

6 https://www.health.org.uk/publications/reports/the-marmot-review-10-years-on

7Mo PKH, Ko TT, Xin MQ (2018 )School-based gatekeeper training programmes in enhancing gatekeepers’ ognitions and behaviours for adolescent suicide prevention: a systematic review. Child Adolesc Psychiatry Ment Health. Jun 7;12:29

8 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/131056/9789241564878_eng.pdf?sequence=8

9 Lancini, Madeddu, Giovane adulto. La terza nascita,2014.

10 https://www.dors.it/documentazione/testo/201509/PolicyBrief_DisuguaglianzeSociali.pdf

11Costa G, et al. L’equità nella salute in Italia. Secondo rapporto sulle disuguaglianze sociali in sanità. Milano: Franco Angeli, 2014.

12https://www.nhsconfed.org/~/media/Confederation/Files/Publications/Documents/Housing_MH_021211.pdf

13https://www.local.gov.uk/sites/default/files/documents/22.7%20HEALTH%20AND%20HOMELESSNESS_v08_WEB_0.PDF

14 https://www.mentalhealth.org.uk/sites/default/files/Poverty%20and%20Mental%20Health.pdf

15 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/112828/9789241506809-ita.pdf?sequence=5

16 Forsman AK, Nordmyr J, Wahlbeck K. Psychosocial interventions for the promotion of mental health and the prevention of depression among older adults. Health Promotion International. 2011;26(S1):85-107.

17 Lum TY, Lightfoot E. The Effect of Volunteering on the Physical and Mental Healh of Older People. Research on Aging. 2005;27:31-55.

18Mead N, Lester H, Chew-Graham C, Gask L, Bower P. Effects of befriending on depressive symptoms and distress: systematic review and meta-analysis. The British Journal of Psychiatry. 2010;196:96-101.

19 https://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0007/188809/Health-in-All-Policies-final.pdf

20 https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/mental_health/docs/2017_mh_allpolicies_en.pdf

21 https://www.mentalhealth.org.uk/sites/default/files/Poverty%20and%20Mental%20Health.pdf

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