University of Chicago Press, 2012

Molto spesso ci interroghiamo sulla possibilità di parlare di salute e sofferenza senza fare ricorso ad un linguaggio dal sapore medico, tecnico-specialistico, ormai pervasivo. La brillante raccolta di saggi dell’antropologo Micheal Jackson, che costruisce qui i fondamenti per una “antropologia esistenziale”, offre una ricchissima mappa di concetti, suggerimenti e significati per raccontare l’esperienza umana in maniera il più possibile rispettosa e fedele al vissuto soggettivo di individui e comunità. Facendo appello alla tradizione fenomenologica di Merleau-Ponty, l’esistenzialismo di Sartre, la sociologia di Bourdieu, e con un’affascinante raccolta di esperienze di campo dalla Sierra Leone all’Inghilterra, l’autore ci accompagna alla scoperta dei “lifeworlds” – che potremmo tradurre come mondi esistenziali, mondi di vita. In questi lifeworlds, le persone cercano di costruire la propria vita secondo dei valori soggettivamente inestimabili che sono costantemente in gioco, in un equilibrio dinamico tra agency personale e vincoli di contesto. Esperienze di difficoltà, conflitto e sofferenza nascono quando il contesto sopraffà la possibilità di agire rispetto alla vitale posta in gioco personale, in una riflessione che fa eco alla violenza simbolica di Bourdieu e alla violenza strutturale di Paul Farmer. Nel descrivere queste esperienze, talvolta estreme, l’autore riesce nell’impresa di trasmetterne il senso profondamente umano, senza pietismi né trasformazioni in asettiche immagini (psico)patologiche. Il tentativo di comprendere gli aspetti soggettivi di tali sfide, evidenziando al tempo stesso un forte rispetto per il ruolo attivo dei protagonisti di fronte alle avversità, rappresenta uno dei suggerimenti più preziosi di questo testo. In un viaggio tra le zone di conflitto della Sierra Leone, le comunità migranti delle periferie inglesi e i consigli dei cacciatori Kuranko su come accendere un fuoco, questo volume ci incoraggia ad approcciarci all’esperienza umana senza preconcetti, sintonizzandoci sui significati personali e il senso pragmatico di gioie e dolori in mondi locali.

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