di bellhooks
Ed. Meltemi 2023, Orig. Teaching Critical Thinking: Practical Wisdom, Routledge, 2010
Se avessimo imparato che la liberazione è un processo, sicuramente le nostre lotte per porre fine al razzismo, al sessismo, e allo sfruttamento di classe avrebbero ottenuto migliori risultati. Veniamo bombardati quotidianamente dalla mentalità colonizzatrice, che non solo plasma la nostra coscienza e le nostre azioni, ma elargisce anche ricompense materiali in cambio di sottomissione e acquiescenza, ricompense che superano di gran lunga la gratificazione derivante dal portare avanti qualsiasi forma di resistenza. Per questo motivo dobbiamo impegnarci costantemente, mettendo in pratica nuovi modi di pensare e di essere (p. 52).
A poco più di un anno di distanza dalla sua morte alcune case editrici ci stanno regalando la riedizione e la traduzione di molte delle opere di Gloria Jean Watkins, conosciuta con lo pseudononimo di bellhooks, dal nome della bisnonna materna.Nata nel 1952 in una famiglia afroamericana della classe operaia in una città segregazionista degli Stati Uniti del sud, studia alla Standford University, dove dedica la sua tesi a Toni Morrison (per chi non la conoscesse[1]). A 24 anni scrive il suo primo libro, pubblicato nel 1981, che ha rivoluzionato gli studi di genere: Ain’t I a Woman? Black Women and Feminism[2]. In questo primo libro, come poi nei successivi, bellhooks racconta ed espone l’oppressione delle donne nere da parte degli uomini (bianchi e non) e da parte delle donne bianche della classe media, esortandoci a pensare alla lotta femminista sempre come una lotte intersezionale e quindi capace di riconoscere gli intrecci continui tra razza, genere, e classe (e non solo) nella costruzione della subalternità. Da quel primo libro, la sua attività di scrittrice continua, potente e generosa, tanto da contare oltre 40 libri, e farne una delle esponenti più autorevoli del femminismo nero e intersezionale.
Se siete già habitué delle nostre recensioni (se non lo siete, potete trovarle tutte sul sito), forse ricorderete che lo scorso anno vi abbiamo introdotto alla lettura di ‘Il Femminismo è per tutti’, della stessa autrice. Qui cogliamo l’occasione di presentarvi il terzo volume della trilogia che bellhooks ha dedicato all’insegnamento, preceduto dalle pubblicazioni Insegnare a Trasgredire e Insegnare comunità (sempre edite da Melteni, non necessariamente da leggere in ordine). Secondo l’autrice, insegnare è un atto politico, e come tale deve attivare e supportare il pensiero critico. Quante volte ci siamo chieste però che cosa volesse dire ‘attivare’ il nostro pensiero critico o come poterlo fare o allenare? In questo saggio bellhooks, con la chiarezza, la semplicità e la potenza che contraddistinguono tutte le sue opere, ci guida all’interno di un viaggio trasformativo, ricordandoci che pensare criticamente implica prima di tutto scoprire chi, cosa, dove, quando e come delle cose. Attraverso trentadue brevi capitoli –ma potenti insegnamenti – ci introduce alla trasversalità del pensiero critico e all’importanza di non smettere mai di coscientizzarci (amica e conoscitrice di Freire, bellhooks spesso cita i concetti da lui studiati di coscienza critica e coscientizzazione[3]) e quindi di decostruire continuamente il pensiero dominante razzista, sessista, imperialista e colonialista nel quale tutte e tutti noi siamo educati e cresciuti, per poterci muovere in pratiche nuove, di liberazione e trasformazione. Con un linguaggio visionario e intriso d’amore – e quindi incredibilmente radicale – affronta problemi e preoccupazioni di studenti e insegnanti, che ha incontrato nel corso degli anni, e risponde ad ognuno con un breve commento, che chiama appunto insegnamento: “Tutti gli argomenti trattati in questo libro – spiega nell’introduzione – scaturiscono dalle mie conversazioni con insegnanti e studenti. Sebbene non siano collegati da un tema centrale, emergono tutti dal nostro desiderio collettivo di capire come rendere l’aula un luogo di impegno feroce e intenso approfondimento”. Insegnamento per insegnamento ci esorta ad impegnarci continuamente per creare spazi aperti di decostruzione, dialogo e immaginazione, dove nuove alleanze e pratiche possono essere proposte, sperimentate e analizzate.
Concludiamo questo invito alla lettura del testo con una frase della scrittrice e attivista Espérance Hakuzwimana, a cui è affidata la prefazione del libro: “leggere bellhooks è un modo per ripulire l’immaginazione”. Non perdiamo l’occasione di consigliarvi anche gli scritti di Espérance Hakuzwimana: E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana (People, 2019) e Tutta Intera (Einaudi, 2022), ricordandoci che, per citare ancora bellhooks, “non possiamo prenderci cura di noi stessi e del mondo, se non sappiamo leggere”, buone letture!
[1] Toni Morrison, pseudonimo di Chloe Aredlia Wofford, è stata un’importantissima scrittrice e attivista statunitense, e la prima donna afroamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel ‘93. Moltissimi sono i romanzi che potete trovare sia in lingua originale sia tradotti!
[2] Riprendendo Ain’t I a Men? Domanda posta da Sojourner Truth nel 1851, immaginata da parte degli schiavi agli schiavisti: non sono forse anche io un essere umano?
[3] Con il termine ‘coscientizzazione’ Freire fa riferimento ad un processo che permette di riconoscere le strutture socio-economiche e politiche con cui ci si è precedentemente identificati e a cui si è rimasti ciechi, che influenzano le proprie condizioni di vita. È intesa come una mobilitazione della coscienza che mira a produrre una conoscenza storica di sé stessi e del gruppo a cui si appartiene, dando senso al proprio posto temporale e spaziale nella società e nel proprio specifico mondo di vita. Consigliamo, tra gli scritti di Paulo Freire, la lettura di Pedagogia degli oppressi (Edizioni Gruppo Abele), Il Diritto e il Dovere di cambiare il mondo (Il Margine), e Pedagogia della speranza (Edizioni Gruppo Abele).

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