di A. Pierantozzi
Ed. Einaudi, 2025
Lo Sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi, 2025) racconta in prima persona l’esperienza della malattia mentale, affrontando temi come i disturbi di personalità, la neurodivergenza, la psicosi, la paura e il rapporto con il proprio corpo e con gli altri.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è l’onestà con cui l’autore si racconta. Non cerca mai di rendere affascinante o di spettacolarizzare la sofferenza psichica; al contrario, la descrive nella sua dimensione più concreta, fatta di farmaci, visite mediche, pensieri ossessivi, paura e senso di inadeguatezza. Descrive a fondo come le relazioni vengono mutate e plasmate dalla fragilità psichica.
Il libro, caratterizzato da un racconto senza filtri, abbatte i muri dello stigma sulla salute mentale e avvicina il lettore alla fenomenologia della psicosi; attraverso flashback e risvolti temporali e narrativi spalanca una finestra sull’umanità che molto spesso viene oscurata da una diagnosi psichiatrica. Alcide narra, attraverso un uso magistrale del linguaggio, la sua esperienza da «paziente lucido, vigile, collaborativo, dall’eloquio fluido». L’autore ci permette di entrare nelle sue giornate in una cittadina della provincia Abruzzese, dove tra palestra, spiaggia e biblioteche prendono forma le allucinazioni e i pensieri ossessivi. Alcide racconta l’infanzia, le giornate dai nonni con la bicicletta, gli animali e la vita da giovane adulto in una grande città con le sue sfide e le infinite possibilità. Particolarmente toccante è il rapporto con la madre, figura di sostegno e rifugio, attraverso cui emerge tutta la fragilità del protagonista. Allo stesso tempo, il libro affronta il tema dello stigma sociale che ancora accompagna i disturbi mentali, mostrando quanto sia difficile raccontarsi senza essere ridotti alla propria diagnosi.
La scrittura è ricca, precisa, ricercata e sorprendentemente controllata anche quando racconta il disordine mentale. Le parole diventano uno strumento per dare forma al caos e per tentare di comprendere ciò che appare incomprensibile.
Lo Sbilico è una lettura intensa e dolorosa, che richiede partecipazione emotiva. Non offre consolazioni facili né soluzioni definitive, ma invita il lettore a guardare da vicino una realtà spesso ignorata o semplificata. È un libro importante perché riesce a trasformare un’esperienza individuale in una riflessione universale sulla vulnerabilità umana, sul bisogno di essere compresi e sulla possibilità della letteratura di dare voce a ciò che normalmente resta nascosto.

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