Interrompere L’uso Degli Psicofarmaci: Guida alla Riduzione del Danno.
The Icarus Project e Freedom Center


Può arrivare un momento, nella vita di molte persone che assumono psicofarmaci, in cui nasce una legittima domanda semplice e insieme difficilissima:e se volessi smettere? Posso liberarmi ? Come posso farlo ?

Spesso non si tratta una domanda ideologica. Ma solo il desiderio legittimo di capire le proprie opzioni, di avere informazioni oneste, di non sentirsi soli davanti a una scelta che riguarda il proprio corpo e la propria mente. Di cambiare la propria condizione, di riappropriarsi di una vita che si è scelta a cui sentire di poter dare valore, di essere e diventare quello che si desidera, camminando sulle proprie gambe, talvolta un po’ doloranti e incerte.

Eppure, in molti, troppi, casi, quella domanda rimane senza risposta. Senza un interlocutore.
O ancora peggio, spesso viene attivamente scoraggiata. Sistematicamente.


Un vuoto che non è casuale

Per quanto la situazione stia lentamente cambiando, la deprescrizione degli psicofarmaci, cioè la riduzione graduale o la sospensione guidata, è un tema ancora largamente ai margini dei servizi sanitari e della formazione professionale, medica quanto psicologica. Non perché non esistano protocolli o letteratura. Ma perché il sistema, nella pratica, è molto più attrezzato a prescrivere che ad accompagnare chi vuole uscire.

Chi desidera ridurre o sospendere un farmaco si trova spesso di fronte a risposte evasive, a minimizzazioni o a mancato riconoscimento degli effetti dell’astinenza, alla mancanza di professionisti (medici di base, psichiatri, psicoterapeuti) disposti o formati per supportare questo percorso. Il risultato, dicono la letteratura e l’esperienza, è che molte persone affrontano la sospensione da soli, oppure si rivolgono a reti informali, forum, gruppi di mutuo aiuto, anche a causa di una scarsa consapevolezza pubblica.

Questo non è un fallimento individuale. È un fallimento strutturale del sistema di cura.


La conoscenza che nasce dall’esperienza

In questo vuoto, da decenni, si muovono le comunità di pari che sicuramente costituiscono una risorsa fondamentale, accanto alle poche risorse professionali attualmente disponibili, in questo viaggio.

L’Icarus Project e il Freedom Center, due realtà nate negli Stati Uniti, la prima come rete virtuale e di gruppi locali, la seconda come comunità di supporto e attivismo nel Massachusetts, hanno costruito nel tempo una guida alla riduzione del danno per chi usa psicofarmaci. Si tratta di una guida non scritta da clinici o tecnici per pazienti, ma da persone con esperienza diretta, per altre persone con esperienza diretta.

La differenza non è solo simbolica. È epistemica. Chi ha vissuto sulla propria pelle cosa significa scalare un antidepressivo, gestire i sintomi da discontinuazione, negoziare con un medico restio, porta con sé una conoscenza che nessun manuale può trasmettere completamente. Quella conoscenza, messa in comune e resa accessibile, è una risorsa fondamentale di salute pubblica e democratizzazione delle cure.


Riduzione del danno: né pro né contro

La guida non prende posizione sull’uso degli psicofarmaci. Non dice che vanno presi né che vanno abbandonati. Nè in quali circostanze. Adotta invece il framework della riduzione del danno, lo stesso usato, ad esempio, nelle politiche sulle sostanze, applicato alla salute mentale.

Significa: partire dal rispetto dell’autonomia della persona. Fornire informazioni accurate, incluse quelle scomode. Riconoscere che non esiste una scelta giusta per tutti. Offrire strumenti sia a chi vuole continuare i farmaci sia a chi vuole ridurli o sospenderli, o per lo meno provarci.

In un campo spesso polarizzato — tra chi difende la psichiatria biologica e chi la rifiuta in blocco — questo approccio apre uno spazio diverso: quello del pensiero critico, dell’autodeterminazione, della cura come pratica collettiva e non solo individuale.


Tre principi, chiari

Accesso reale alle alternative. La libertà di scelta esiste solo se esistono alternative accessibili nella pratica, non solo sulla carta. Servizi comunitari, supporto tra pari e percorsi di uscita dagli psicofarmaci devono essere disponibili a tutti, indipendentemente dalle risorse economiche.

Autodeterminazione senza giudizio. Le persone hanno il diritto di decidere se assumere, ridurre o sospendere i farmaci senza dover giustificare quella scelta a nessuno. Non esiste una risposta giusta per tutti, e nessuna coercizione, esplicita o implicita, o pressione dovrebbe entrare in una decisione così personale.

Informazione onesta, non rassicurante per convenienza. Benefici, rischi, effetti dell’astinenza, alternative possibili: tutto questo deve essere accessibile in modo chiaro e completo. Il consenso informato non è una firma su un modulo. È un processo continuo che richiede tempo, risorse e interlocutori disposti a non semplificare.


Una questione politica, non solo clinica

Rendere questa guida disponibile in italiano non è solo un gesto di traduzione ma può essere inteso pienamente come un atto di politica sanitaria dal basso.

Significa affermare che l’accesso alle informazioni non può essere un privilegio. Che le persone hanno il diritto di conoscere i rischi dei farmaci che assumono, gli effetti dell’astinenza, le alternative esistenti. Che il consenso informato non è una firma su un modulo, ma un processo continuo che richiede risorse, tempo e interlocutori competenti.

Significa anche riconoscere il ruolo della società civile, delle reti di pari, dei collettivi, delle comunità di mutuo aiuto, nella produzione e circolazione di sapere su salute e cura.
Un sapere che non sostituisce la medicina, ma la affianca, la corregge, la completa.
E che, in certi momenti, arriva dove i dispositivi di cura professionali ancora non riescono o non vogliono arrivare.


La guida è disponibile gratuitamente qui. Perché alcune cose dovrebbero esserlo.

Qui sotto riportiamo l’indice.



Contenuti
Nota dell’Autore …………………………………………………………………………………………………………. 4
Introduzione ………………………………………………………………………………………………………………… 6
Riduzione del danno per la salute mentale………………………………………………………………….9
Risorse chiave per saperne di più ………………………………………………………………………………12
Uno sguardo critico ai “disordini mentali” e alla psichiatria ……………………………………..13
Dichiarazione Universale dei diritti e delle libertà mentali……………………………………….14
Quanto è difficile abbandonare gli psicofarmaci?………………………………………………………16
Le politiche dell’astinenza…………………………………………………………………………………………..16
Principi di questa guida……………………………………………………………………………………………….18
Come funzionano gli psicofarmaci?……………………………………………………………………………19
Gli psicofarmaci correggono la vostra chimica? ………………………………………………………..20
Chi è da incolpare? Voi stessi? La vostra biologia? Nessuno dei due?……………………….22
Che effetto hanno gli psicofarmaci sul cervello?……………………………………………………….24
Perché le persone trovano utili gli psicofarmaci?………………………………………………………25
Fatti che potreste non sapere sugli psicofarmaci ………………………………………………………26
I rischi degli psicofarmaci sulla salute…………………………………………………………………………27
In che modo gli effetti dell’astinenza influiscono sul cervello e sul corpo ……………….32
Perché le persone vogliono smettere di usare gli psicofarmaci………………………………..33
Continuare con i farmaci e ridurre il danno ……………………………………………………………..34
Vorrei abbandonare i miei psicofarmaci ma il mio medico non me lo consente: cosa
dovrei fare?………………………………………………………………………………………………………………….36
Prima di cominciare l’interruzione …………………………………………………………………………….37
Lavorare con la paura …………………………………………………………………………………………………41
Uso intermittente: prendere gli psicofarmaci di tanto in tanto ………………………………..42
Quali sono le alternative all’uso degli psicofarmaci?………………………………………………….45
Interruzione: passo a passo ………………………………………………………………………………………..49
Penso che qualcuno stia prendendo troppe medicine, cosa dovrei fare?…………………50
Guardare al futuro………………………………………………………………………………………………………51
Considerazioni speciali……………………………………………………………………………………………….51
Risorse ………………………………………………………………………………………………………………………..58
Consulenti professionali della salute che hanno collaborato a questa guida ……………65


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