di Eugenio Borgna

ed.: Feltrinelli, 2013

In questo testo l’autore si confronta con la dignità, nel particolare contesto della cura, medica e psichiatrica, che tuttavia non è un contesto altro rispetto a quello della vita e della storia. La dignità è la dignità della persona, di ogni esistenza, così inviolabile che a nessuno può essere tolta, anche quando non è rispettata né tutelata, o viene ferita o lacerata. La dignità è la dignità della sofferenza, della malattia, che diviene un tema etico per coloro che operano nella cura: psichiatria, e medicina, hanno a che fare con tematiche non solo scientifiche, ma radicalmente umane, come la dimensione interiore del dolore, la soggettività e l’intersoggettività, la fragilità e il rispetto, la ricerca e la donazione di senso alla sofferenza.

Lo svolgimento del testo è un viaggio su diversi piani e linee tematiche, che ci accompagna nell’ombra e nella grazia attraverso i “laghi oscuri ed ignoti che ci allontanano dai nostri comuni paradigmi”.

Questo viaggio è possibile grazie all’esposizione teorica dei concetti, alle vignette cliniche ed alla contestualizzazione dei temi trattati nel contesto di riferimento. E soprattutto grazie al supporto della filosofia ed all’uso di poesie ed estratti letterari che aiutano il lettore a cogliere quelle forme di vita, quella dimensione dell’esistenza, che sfuggono continuamente ad ogni spiegazione, descrizione e conoscenza razionale.

L’autore non trascura, anzi si sofferma, sull’importanza delle parole, su dove, come e quando vengono dette o non dette. Sul dicibile e sull’indicibile, sul linguaggio delle parole e sul linguaggio del silenzio.

Molto preziosa l’ultima parte del lavoro – la dignità salvata – dove con delicatezza viene indicata una possibile via attraverso l’elogio della gentilezza, dell’attesa, della mitezza, della tenerezza, considerate forme di vita emozionali, disposizioni di animo che sono aperture verso l’altro, ma che nella società di oggi rischiano di venire accantonate, ritenute inutili, sorpassate(d’altronde non sono leve efficaci per ottenere consenso politico né per alimentare i consumi).

La lettura del testo ci porta a sospendere il tempo, ad abbassare il volume, interno ed esterno, e a metterci in ascolto ed entrare in contatto con quelle dimensioni dell’animo semplici, che ci riportano nei confini della nostra soggettività e al contempo dilatano la nostra interiorità. Quelle forme di vita interiori che gettano ponti per quella coesione sociale, quella solidarietà espressa attraverso parole, gesti ed atteggiamenti che rappresentano un presupposto umano ad ogni forma di cura di individui e comunità:

Dovremmo essere uno dell’altro attento,

e gentili anche, finché ci resta un po’ di tempo”.

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