A Tagliatelle, in provincia di Lecce, cominciano anche le attività di Comunità del Ninfeo, un progetto selezionato dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Sabato 18 novembre, a partire dalle ore 11.00, le professioniste di Sportello TiAscolto presenteranno le attività e i laboratori che nei prossimi mesi saranno organizzati proprio a Masseria.
E con l’occasione svilupperanno un talk su “La genitorialità, miti e leggende rispetto ad un mestiere impossibile”. Partendo da input quotidiani si esploreranno insieme ai partecipanti rappresentazioni, stereotipi, falsi miti e luoghi comuni rispetto all’essere genitori.

La salute mentale di giovani e adolescenti è sempre più al centro dell’attenzione pubblica a livello globale. Purtroppo però, le misure di intervento e le strategie per la loro ideazione, tendono a non comprendere la loro voce, esitando in interventi poco significativi per i giovani e alla perdita di opportunità di partecipazione di cui potrebbero beneficiare.
Dal livello globale a quello territoriale, il coinvolgimento dei giovani nella co-progettazione di azioni che ne sostengano la salute, costituisce un valore aggiunto per interventi a loro dedicati, di cui possono diventare insieme protagonisti e beneficiari. Tale coinvolgimento può avvenire in diverse forme, dalla progettazione di politiche e servizi, alla loro valutazione, alla creazione di campagne di sensibilizzazione, al supporto tra pari, alla co-progettazione di programmi di educazione e alfabetizzazione sanitaria.
Su questa linea si inserisce la recente pubblicazione della cornice di riferimento per la partecipazione dei propri giovani da parte della Coalizione paneuropea per la salute mentale dell’OMS.
La Coalizione paneuropea per la salute mentale dell’OMS (WHO pan-European Mental Health Coalition) è una rete di esperti e organizzazioni che si occupano del rafforzamento dei sistemi di salute mentale in tutta la regione europea dell’OMS. E’ stata lanciata nel 2022 per sostenere l’implementazione del Quadro d’azione europeo per la salute mentale dell’OMS e si propone di mettere sinergicamente in rete le competenze e le esperienze dei membri per: migliorare l’accesso e la qualità dei servizi di salute mentale per tutti; integrare la salute mentale nella pianificazione della preparazione alla risposta per le emergenze; e rafforzare la capacità dell’Europa di prevenire le condizioni di salute mentale e promuovere il benessere per tutti, a tutte le età.
La Coalizione si concentra su sei linee di lavoro, una delle quali è inerente a salute mentale e benessere di bambini, adolescenti e giovani. Il fondamento di questa linea è una forte collaborazione tra l’Unità di riferimento dell’OMS per la salute mentale e l’Ufficio di Atene dell’OMS per la Qualità delle Cure e la Sicurezza dei pazienti, che ospita un programma dedicato al
Programma di rafforzamento della qualità dell’assistenza per la salute mentale di bambini e adolescenti. Gli obbiettivi chiave del programma, lanciato nel 2022, sono: promuovere e diffondere le innovazioni per migliorare la qualità dell’assistenza (compresa la partecipazione dei giovani); rafforzare la sintesi dei dati e delle conoscenze; e fornire supporto ai Paesi della Regione europea dell’OMS.
La Colizione ha recentemente prodotto una cornice di riferimento per la partecipazione dei propri giovani, co-creato con essi, che definisce una visione e dei principi guida su come la Coalizione ha intenzione di coinvolgere e attivare la partecipazione in giovani in maniera ricca di significato per le persone coinvolte, creando inoltre un impatto positivo sul lavoro prodotto.
Secondo tale cornice, i principi guida di tale partecipazione dovrebbero essere: la diversificazione, l’accessibilità, l’inclusività, il coinvolgimento, la sicurezza e il supporto, il rafforzamento, la trasparenza.
La cornice di riferimento è stata sviluppata nel contesto della forte e costante richiesta dei membri della Coalizione di coinvolgere attivamente i giovani nelle attività intraprese dall’OMS che impattano su salute mentale e benessere dei giovani in tutta la Regione Europea, sia che si tratti di sviluppo di politiche o linee guida, ricerca o programmazione.
L’idea di sviluppare questa cornice è stata avviata da un gruppo di giovani membri della Coalizione per garantire che la partecipazione attiva dei giovani sia realizzata in modo coerente e significativo e, cosa più importante, ispirata e sostenuta da ciò che i giovani vogliono e di cui hanno bisogno per sentirsi sicuri e rinforzati nell’impegnarsi – e essere motivati a continuare a impegnarsi nel tempo.
Qui potete trovare il documento:
“Youth engaged for mental health: a framework for youth participation under the WHO Pan-European Mental Health Coalition. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2023. Licence”
Questo venerdì 8 settembre parteciperemo al dibattito “Parole in libertà sulla violenza di genere”, all’interno della Festa dell’unità in piazza d’Armi a Torino. Vi aspettiamo!

Piccolo kit di riappacificazione con gli attacchi di panico
Il Panikit è un opuscolo pieghevole sviluppato da Sportello TiAscolto! con la finalità di offrire un piccolo strumento, o “strumentino”, per la conoscenza e la comprensione degli attacchi di panico da parte degli studenti, delle studentesse e degli adulti impegnati nel mondo della scuola.
L’idea di realizzare questa iniziativa nasce dall’incontro con diversi gruppi di adolescenti frequentanti la scuola superiore ed ha avuto uno snodo importante durante l’attuazione di un progetto diretto a loro (“Don’t Panic”). Attraverso questi momenti di confronto è emersa, in maniera diffusa e preponderante, la presenza di un disagio ansioso legato in particolar modo al contesto scuola. La scuola infatti è un sistema altamente complesso che rappresenta un punto di riferimento per i ragazzi e le ragazze, che non sempre riesce purtroppo a rispondere adeguatamente ai bisogni emotivi e individuali di ogni studentɜ.
Lo strumento è stato co-prodotto insieme ai destinatari a cui si rivolge, ossia giovani tra i 14 e i 19 anni. Hanno tuttɜ partecipato attivamente alle fasi: dalla creazione di contenuti e immagini, fino alla revisione e alla diffusione dello stesso, aumentandone l’impatto, l’appropriatezza e la capacità di produrre benessere anche grazie all’attivazione degli stessi.
La struttura del Panikit è stata pensata dunque per coniugare aspetti contenutistici usufruibili da parte degli adolescenti e grafico-materiali volti ad una loro maggiore diffusione e accessibilità.
I contenuti rappresentano una piccola guida scritta in una forma colloquiale, contenente:
– informazioni ed educazione di base su salute mentale, ansia e attacchi di panico;
– suggerimenti pratici per la gestione di un attacco di panico (per chi lo vive e per chi assiste);
– consigli relativi a stili di vita in ottica preventiva;
– approfondimenti tematici su sicurezza e psicofarmaci.
Per quanto riguarda l’aspetto del Panikit, si presenta come un opuscolo pieghevole di piccole dimensioni che può essere ripiegato e portato con sé. Sono presenti diverse immagini e grafiche che favoriscono la comprensione delle informazioni, permettendo una loro maggiore usufruibilità. Attraverso la scansione di un QR code può anche essere visionato in formato digitale.
L’obiettivo dello “Strumentino” Panikit è dunque quello di provare ad offrire delle risposte al bisogno sempre più crescente dei/delle giovani di trovare degli strumenti che possano aiutarlɜ ad orientarsi all’interno dei propri vissuti e del proprio disagio, e di strutturare azioni volte alla promozione di una maggiore accessibilità alla tutela della salute mentale.
Il Panikit rappresenta inoltre un’occasione per sviluppare riflessioni, momenti di incontro e confronto sui temi della salute mentale con uno sguardo preferenziale rivolto al benessere e al disagio giovanile.
ECO-ANSIA: PARLIAMONE.
Un gruppo di discussione per capire come ci fa sentire essere nel mezzo di una crisi climatica.

🌿Come ci fa sentire essere nel bel mezzo della crisi climatica?
Il termine “eco-ansia” descrive la preoccupazione e l’ansia causate dalla consapevolezza di vivere in un momento di crisi ambientale. Ti ci ritrovi?
E allora, perché non iniziamo a parlarne di più? 🌱
Insieme con @associazione.eufemia creeremo uno spazio di dialogo e di discussione in cui poter esprimersi e cercare delle risorse (interne ed esterne) per affrontare insieme questo momento storico.
💪 Sarà facile? Probabilmente no, ma faremo buon uso di metodi non formali per rendere il tutto dinamico e interattivo!
Vi aspettiamo, quindi, a partire da Lunedì 19 Maggio presso Aria Spazi Reali (presso i Giardini Reali) dalle 17h00 alle 19h00!
Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutt3, attivist3 e non!
Per iscriversi, basta compilare il form.
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Suggerimenti di lettura e approfondimento dal nostro sito:
di bellhooks
Ed. Meltemi 2023, Orig. Teaching Critical Thinking: Practical Wisdom, Routledge, 2010
Se avessimo imparato che la liberazione è un processo, sicuramente le nostre lotte per porre fine al razzismo, al sessismo, e allo sfruttamento di classe avrebbero ottenuto migliori risultati. Veniamo bombardati quotidianamente dalla mentalità colonizzatrice, che non solo plasma la nostra coscienza e le nostre azioni, ma elargisce anche ricompense materiali in cambio di sottomissione e acquiescenza, ricompense che superano di gran lunga la gratificazione derivante dal portare avanti qualsiasi forma di resistenza. Per questo motivo dobbiamo impegnarci costantemente, mettendo in pratica nuovi modi di pensare e di essere (p. 52).
A poco più di un anno di distanza dalla sua morte alcune case editrici ci stanno regalando la riedizione e la traduzione di molte delle opere di Gloria Jean Watkins, conosciuta con lo pseudononimo di bellhooks, dal nome della bisnonna materna.Nata nel 1952 in una famiglia afroamericana della classe operaia in una città segregazionista degli Stati Uniti del sud, studia alla Standford University, dove dedica la sua tesi a Toni Morrison (per chi non la conoscesse[1]). A 24 anni scrive il suo primo libro, pubblicato nel 1981, che ha rivoluzionato gli studi di genere: Ain’t I a Woman? Black Women and Feminism[2]. In questo primo libro, come poi nei successivi, bellhooks racconta ed espone l’oppressione delle donne nere da parte degli uomini (bianchi e non) e da parte delle donne bianche della classe media, esortandoci a pensare alla lotta femminista sempre come una lotte intersezionale e quindi capace di riconoscere gli intrecci continui tra razza, genere, e classe (e non solo) nella costruzione della subalternità. Da quel primo libro, la sua attività di scrittrice continua, potente e generosa, tanto da contare oltre 40 libri, e farne una delle esponenti più autorevoli del femminismo nero e intersezionale.
Se siete già habitué delle nostre recensioni (se non lo siete, potete trovarle tutte sul sito), forse ricorderete che lo scorso anno vi abbiamo introdotto alla lettura di ‘Il Femminismo è per tutti’, della stessa autrice. Qui cogliamo l’occasione di presentarvi il terzo volume della trilogia che bellhooks ha dedicato all’insegnamento, preceduto dalle pubblicazioni Insegnare a Trasgredire e Insegnare comunità (sempre edite da Melteni, non necessariamente da leggere in ordine). Secondo l’autrice, insegnare è un atto politico, e come tale deve attivare e supportare il pensiero critico. Quante volte ci siamo chieste però che cosa volesse dire ‘attivare’ il nostro pensiero critico o come poterlo fare o allenare? In questo saggio bellhooks, con la chiarezza, la semplicità e la potenza che contraddistinguono tutte le sue opere, ci guida all’interno di un viaggio trasformativo, ricordandoci che pensare criticamente implica prima di tutto scoprire chi, cosa, dove, quando e come delle cose. Attraverso trentadue brevi capitoli –ma potenti insegnamenti – ci introduce alla trasversalità del pensiero critico e all’importanza di non smettere mai di coscientizzarci (amica e conoscitrice di Freire, bellhooks spesso cita i concetti da lui studiati di coscienza critica e coscientizzazione[3]) e quindi di decostruire continuamente il pensiero dominante razzista, sessista, imperialista e colonialista nel quale tutte e tutti noi siamo educati e cresciuti, per poterci muovere in pratiche nuove, di liberazione e trasformazione. Con un linguaggio visionario e intriso d’amore – e quindi incredibilmente radicale – affronta problemi e preoccupazioni di studenti e insegnanti, che ha incontrato nel corso degli anni, e risponde ad ognuno con un breve commento, che chiama appunto insegnamento: “Tutti gli argomenti trattati in questo libro – spiega nell’introduzione – scaturiscono dalle mie conversazioni con insegnanti e studenti. Sebbene non siano collegati da un tema centrale, emergono tutti dal nostro desiderio collettivo di capire come rendere l’aula un luogo di impegno feroce e intenso approfondimento”. Insegnamento per insegnamento ci esorta ad impegnarci continuamente per creare spazi aperti di decostruzione, dialogo e immaginazione, dove nuove alleanze e pratiche possono essere proposte, sperimentate e analizzate.
Concludiamo questo invito alla lettura del testo con una frase della scrittrice e attivista Espérance Hakuzwimana, a cui è affidata la prefazione del libro: “leggere bellhooks è un modo per ripulire l’immaginazione”. Non perdiamo l’occasione di consigliarvi anche gli scritti di Espérance Hakuzwimana: E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana (People, 2019) e Tutta Intera (Einaudi, 2022), ricordandoci che, per citare ancora bellhooks, “non possiamo prenderci cura di noi stessi e del mondo, se non sappiamo leggere”, buone letture!
[1] Toni Morrison, pseudonimo di Chloe Aredlia Wofford, è stata un’importantissima scrittrice e attivista statunitense, e la prima donna afroamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel ‘93. Moltissimi sono i romanzi che potete trovare sia in lingua originale sia tradotti!
[2] Riprendendo Ain’t I a Men? Domanda posta da Sojourner Truth nel 1851, immaginata da parte degli schiavi agli schiavisti: non sono forse anche io un essere umano?
[3] Con il termine ‘coscientizzazione’ Freire fa riferimento ad un processo che permette di riconoscere le strutture socio-economiche e politiche con cui ci si è precedentemente identificati e a cui si è rimasti ciechi, che influenzano le proprie condizioni di vita. È intesa come una mobilitazione della coscienza che mira a produrre una conoscenza storica di sé stessi e del gruppo a cui si appartiene, dando senso al proprio posto temporale e spaziale nella società e nel proprio specifico mondo di vita. Consigliamo, tra gli scritti di Paulo Freire, la lettura di Pedagogia degli oppressi (Edizioni Gruppo Abele), Il Diritto e il Dovere di cambiare il mondo (Il Margine), e Pedagogia della speranza (Edizioni Gruppo Abele).




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